Socioeconomia bollywoodiana Stampa
L'Arte, la storia e la cultura - Bollywood e cinema
Sabato 02 Marzo 2013 08:40

L'influenza esercitata nel tempo dalla situazione economica sulla cinematografia indiana è un argomento che vale la pena esplorare attraverso il particolare successo ottenuto da alcune delle sue produzioni.

 

Locandina per la proiezione di Raja Harishchandra, 1913Il prossimo 13 Maggio si celebrerà il centenario del primo lungometraggio di produzione indiana, proiettato al teatro Coronation di Mumbai il 3 maggio 1913: Raja Harishchandra, di Dadasaheb Phalke.

Oltre alla vicenda epica del mitico e saggio re, quel primo film muto fece anche scoprire agli spettatori indiani la possibilità di vedere - e in seguito anche di ascoltare - un numero teoricamente infinito di storie significative per la società, le cui inquietudini e speranze i film potevano riflettere o esorcizzare attraverso trame, dialoghi e metafore.
Durante il secolo trascorso da quel lontano 13 Maggio, il particolare successo ottenuto da alcuni film è stato infatti spesso determinato principalmente dalla possibilità offerta ad un'ampia fascia di pubblico di identificarsi, magari parzialmente ma comunque istantaneamente, con le vicende e coi personaggi in essi illustrati, o grazie al fatto che il sottofondo delle storie narrate, tra una canzone, un colpo di scena, una battuta e una danza, poteva effettivamente applicarsi alle realtà vissute in vario grado dagli spettatori.
A partire dagli Anni 40 e fino ai giorni nostri, le produzioni cinematografiche indiane hanno quindi trasmesso al pubblico anche svariati messaggi socio-economici, a volte in maniera sottile e defilata ed altre in modo palese e diretto, dando così vita ad un fenomeno che forse non riuscirebbe a superare una rigorosa verifica scientifica, ma il cui fascino è innegabile. L'influenza esercitata nel tempo dalla situazione economica indiana sulla cinematografia nazionale è dunque un argomento che vale la pena di esplorare attraverso alcuni dei suoi maggiori successi.

1913-1940

  • Inizia il movimento di disobbedienza civile contro i Britannici
  • Gandhi intraprende la celebre Marcia del sale di Dandi
  • La Grande Depressione del '29 colpisce anche l'economia e i commerci indiani

Raja Harischandra, 1913, di Dada Saheb Phalke è il primo lungometraggio muto interamente prodotto da quella che diventerà la più grande industria cinematografica del mondo.

Alam Ara, 1931, di Adresh Irani, è il primo film sonoro prodotto in India; pose sin dal principio le basi di quell'unicità locale rappresentata dall'uso intensivo di musica, danze e canzoni. (Apparentemente l'ultima copia esistente dell'opera andò distrutta in un incendio scoppiato agli Archivi Nazionali di Pune nel 2003)

Anni 40

  • Bassa crescita.
  • Le fertili terre del Punjab vengono divise dalla Partition.
  • Circa 5 milioni di persone muoiono nella terribile carestia del Bengala del 1943.

Neecha Nagar, 1946, di Chetan Anand, apre il cammino al cosiddetto Parallel Cinema, riflettendo i conflitti sociali in atto alla vigilia dell'Indipendenza indiana. Vince il Grand Prix al primo Festival di Cannes; alla colonna sonora debutta Ravi Shankar.

Dharti Ke Lal, 1946, di K.A. Abbas, denuncia potentemente la tragedia della carestia del Bengala e i suoi effetti sulle fasce più deboli della popolazione; musicato nuovamente da Ravi Shankar.

Anni 50

  • Per migliorare le condizioni di vita generali e creare nuove opportunità per la popolazione, l'India imbocca la via dello sviluppo programmato.
  • Il modello di sviluppo intrapreso prevede immediati e ingenti investimenti statali e punta sull'industria pesante.

Do Bigha Zameen, 1953, di Bimal Roy combina le problematiche delle popolazioni rurali con quelle dell'emigrazione verso i centri urbani industrializzati

Mother India, 1957, di Mehboob, tratteggia i primi passi compiuti dalla giovane nazione verso la sua propria costruzione attraverso quella delle infrastrutture, quali le grandi dighe.

Naya Daur, 1957, di BR Chopra, affronta l'ampio tema aperto dal decreto per le politiche industriali del 1956

Anni 60

  • I conflitti con la Cina, nel 1962, e con il Pakistan, nel 1965, causano un ingente aumento delle spese militari.
  • La crisi valutaria internazionale colpisce l'economia indiana provocando una forte svalutazione della Rupia.
  • Le tremende siccità del 1965 e 1966 conducono l'India alla cosiddetta Green Revolution.

Kala Bazaar, 1960, di Vijay Anand, illustra le problematiche economiche della crescente India urbana

Guide, 1965, di Dev Anand, ritrae l'imprevedibilità della natura in un'epoca in cui la lunga siccità devasta l'economia nazionale.

Anni 70

  • La produzione industriale ristagna mentre la sua regolamentazione governativa diventa un'incombente costante.
  • Vengono promulgate leggi quali la nazionalizzazione delle miniere di carbone o la legge antitrust, MRTP Act.
  • Il decennio é segnato da profonde ostilità politiche, che sfociano nella proclamazione dell'Emergenza del 1975. 

Zanjeer, 1973, di Prakash Mehra, inaugura nel cinema indiano la figura del Giovane Arrabbiato in una narrazione che ruota attorno all'Indian Patent Act, del 1970

Kala Patthar, 1979, di Yash Chopra, è una trasposizione cinematografica dell'urgente necessità di riforme nel settore minerario

Anni 80

  • Un decennio caratterizzato dall'incremento dei prestiti destinati a finanziare la spesa pubblica e dalla conseguente impennata del debito estero.
  • Il deficit fiscale dello Stato centrale, unito a quello degli Stati nazionali, supera il 10 %
  • Arrivano le prime avvisaglie delle future liberalizzazioni economiche ma senza fanfare, rendendo popolare l'espressione "Riformare, ma di soppiatto".


Jaane Bhi Do Yaaro, 1983, di Kundan Shah, ritrae attraverso la satira le connivenze tra politica, burocrazia, edilizia e informazione in un periodo caratterizzato dalla cementificazione rapida e selvaggia del Paese.

Saaransh, 1984, di Mahesh Bhatt, denuncia accoratamente i ritardi procedurali, la burocrazia e il cinismo politico che finiscono per mortificare anche i sentimenti umani più basici.

Anni 90

  • La crisi valutaria internazionale obbliga il governo a impegnare le riserve auree nazionali per ottenere prestiti.
  • Nel 1991 l'allora ministro delle Finanze Manmohan Singh introduce un programma di coraggiose riforme economiche.
  • Il governo apre agli investitori esteri, abolisce le norme per le licenze industriali e taglia i dazi sulle importazioni.

Hum Aapke Hain Aun...!, 1994, di Sooraj Barjataya, commedia romantica che celebra i valori tradizionali indiani attualizzati, diventa il più grande successo commerciale della storia del cinema Hindi fino a quel momento e per i 7 anni successivi.

Gupt, 1997, di Rajiv Rai, tesse il dibattito sulle liberalizzazioni economiche attraverso i dialoghi di un thriller centrato su di un triangolo amoroso.

Dilwale Dulhaniya Le Jayenge, 1995, di Aditya Chopra, ritrae le aspirazioni di un Indiano non residente alle prese con l'economia indiana in rapida espansione nell'ambito di una vivace commedia romantica.

Anni 2000

  • Il primo decennio del nuovo millennio registra la maggior crescita economica della storia dell'India indipendente.
  • A partire dal 2005, per 3 anni consecutivi il PIL indiano cresce di oltre il 9,5 %
  • Programmi di Welfare, come quello per il Lavoro rurale garantito, segnano uno spartiacque nelle politiche sociali indiane. 

Dil Chahta Hain, 2001, di Farhan Akhtar, illustra le ambizioni della nuova gioventù urbana indiana, desiderosa di intraprendere nuovi e inesplorati cammini tanto nell'ambito professionale quanto in quello personale.

Lagaan, 2001, di Ashutosh Gowakriker, celebra allo stesso tempo l'orgoglio indiano e la passione nazionale per il Cricket, ottenendo numerosissimi premi, una nomination agli Oscar 2002 tra i miglior film in lingua straniera e l'inserimento da parte della rivista Time nel 2011 tra i 25 migliori film a tema sportivo di tutti i tempi.

Fashion, 2008, di Madhur Bhandarkar, racconta il tormentato dietro le quinte dello scintillante mondo della moda e delle sfilate, mentre l'economia indiana cresce a ritmi che superano il 9% del PIL annuo.

3 Idiots, 2009, di Rajkumar Hirani, dal romanzo di Chetan Bhagat 5 Point Someone, critica il sistema educativo indiano focalizzato esclusivamente sul conseguimento del successo sociale ed economico, e come ciò limiti pesantemente il fattore creativo degli studenti. Al momento, il film detiene il titolo di maggior successo commerciale cinematografico indiano di tutti i tempi, in India e nel resto del mondo.

Anni 10

  • Gli scandali sulla corruzione colpiscono l'immagine del mondo politico, economico ed industriale.
  • Il governo non molla sulle nuove politiche fiscali alzando i prezzi del carburante diesel e degli olii alimentari e annuncia riforme economiche quali la FDI, che permette alle multinazionali straniere la vendita diretta al dettaglio.
  • Il mercato azionario indiano vola, col massimo storico raggiunto dal Sensex al principio del 2013.

Peepli Live, 2010, di Anusha Rizvi, commedia satirica che attraverso il tema dell'indebitamento dei contadini tratta le carenze della politica e la spettacolarizzazione dell'informazione.

Zindagi Na Milegi Dobara, 2011, di Zoya Akhtar, la next generation dell'India urbana benestante, preparata, cosmopolita e fiduciosa nelle proprie possibilità.

 

Liberamente tratto da HindustanTimes